sicari
Alessandro Di Battista

Sicari a cinque euro

Vita e morte in Centroamerica

Il sicariato è una piaga sociale in Sud e Centro America. Decine di imprese e gruppi di potere utilizzano gli assassini a basso costo per mutilare la lotta in difesa del territorio. Si uccide per entrare in una banda, per colpire un gruppo di cittadini, per conflitti sentimentali. Si ammazza per cacciare un contadino da una terra che lavora da decenni.
Anno pubblicazione: 2012 Genere: saggio

DI COSA PARLA

Sale il costo del riso, dello zucchero, della farina, l’unica cosa che scende è il prezzo della morte. In Guatemala, per esempio, due anni fa per far uccidere qualcuno occorrevano 100 quetzales (10 euro), oggi ne bastano 50.
Si uccide per entrare in una banda, per colpire un gruppo di cittadini, per conflitti sentimentali. Si ammazza per cacciare un contadino da una terra che lavora da decenni.

Sfrattare comunità indigene dalle loro terre e ammazzare quel contadino che non abbassa la testa è una prassi da 500 anni in Centro-America. Cambiano soltanto modalità e attori. I primi a farlo furono i Conquistadores, poi i militari, ora le imprese multinazionali e non, che utilizzano gli uomini della sicurezza privata, macabra forma di legalizzazione del sicariato, per intimidire, uccidere, torturare e indebolire la lotta popolare.

L’unica differenza oggi è la Rete. Oggi quei contadini possono parlare ed essere ascoltati nel mondo intero.

Cosa Dicono

  • Michela Alberta Toro
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    L’ho letto tutto d’un fiato. Sul treno, durante la pausa a lavoro, la notte. Semplice, fluido, diretto, sincero, tanto duro e crudo quanto commovente. Apre mille finestre nella mente, incuriosisce, spaventa, stimola. Ho provato rabbia, ma anche tenerezza. Fa uscire l’umanitá che ognuno di noi nasconde dentro. Un viaggio coinvolgente. La freschezza di un ragazzo e la crudeltá di una realtá che non conoscevo.

  • Maria Teresa
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    Da un viaggio interessante ed a tratti pericoloso e’ venuto fuori un libro bellissimo che ti apre scenari poco conosciuti che tutti dovremmo approfondire.

  • Donatella Berardi
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    Questo libro é un realistico reportage sul fenomeno del sicariato in sud- America, argomento complicato, che però viene trattato in modo fruibile, grazie all’attenta descrizione di ogni particolare, con interessanti elementi legati alla cultura e allo stile di vita del Guatemala. E’ un’indagine molto realistica grazie anche alla volontà dell’autore, di calarsi completamente nella vita guatemalteca, condividendo con loro la quotidianeità anche quella più scomoda e disagevole, per estrapolare quante più informazioni possibili ed instaurare un rapporto di fiducia con la gente del posto. Ottimo libro.

  • Luca A.
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    Se uno si limitasse al titolo, penserebbe a qualsiasi persona, vista la crisi di valori e di ideali del nostro tempo. Leggendo il sottotitolo ti rendi conto che l’analisi e’ focalizzata sui paesi del centro-america, dove la vita misera e la mancanza di prospettive per la maggior parte dei suoi abitanti ha portato a questa sintesi. Si e’ sicari non solo per un tozzo di pane (quindi per necessita’) ma anche per avere un rilievo, una certa notorietà nella stessa società. Spesso e volentieri poi le due cose coincidono. Tutto comincia quando sei ancora adolescente, quando anziché goderti le gioie e i piaceri che un coetaneo americano, sei costretto a sopravvivere facendo il sicario per pochi spiccioli, complice il fatto che la legge non può punire il minorenne col carcere o la pena di morte se contravviene alla legge. Io l’ho sentita come lettura come il voler fare un parallelo fra quelle società e quella italiana, oggi per molti versi simile alla loro. Bravo Alessandro!

  • Qinxi43
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    Il girovagare dell’autore nei vari paesi centro-sud Americani è descritto con buon ritmo .Denso di riferimenti e testimonianze ci mette in contatto con situazioni che, con le dovute proporzioni, ci fanno pensare a quella parte di gioventù italiana che vede in Mafia,N’drangheta e Camorra l’unica risorsa per migliorare la propria vita

  • Tex Willer
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    E’ un libro che apre uno scenario quasi parallelo al nostro problema della delinquenza organizzata (mafia-n’drangheta, sacra corona unita, ecc.). Solo che lì è la disperazione della povertà che viene sfruttata da personaggi legati alla droga. In una nazione dove i colpi di Stato (complici la CIA, banche, petrolieri e compagnia cantando) erano all’ordine del giorno, il popolo sempre più affamato e disperato è vittima anche di bambini-killer resi orfani dai famosi “squadroni della morte” per annientare chi tentava e tenta di rialzare la testa.
    Grande Di Battista, ha rischiato la vita eppure non è finito nei salotti “buoni”, oppure all’ONU a spese dei contribuenti come una certa “signora” di nostra conoscenza, viaggiando a bordo di lussuosi SUV.
    Un libro che fa’ pensare e capire che, se vogliamo evitare che questi disperati – provenienti dai paesi del terzo mondo, oppure in guerre permanenti – ci “invadano” cercando una vita migliore, DOBBIAMO smetterla di SFRUTTARE le loro ricchezze e aiutarli a migliorare le loro condizioni umane, senza però “esportare la democrazia” come in Afganistan – Iraq, ecc.

Tv: Alessandro Di Battista (M5S) a ''Le invasioni barbariche''
Alessandro Di Battista

Alessandro di Battista lavora da diversi anni nel settore della cooperazione internazionale compiendo missioni in Congo e Guatemala. Nel 2010 parte per l'Argentina con un biglietto di sola andata. Viaggia due anni in autostop per tutto il Sud America (dalla Terra del Fuoco ..

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