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Carlotta Zavattiero

Giochi sporchi

Il lucro dello Stato sulla pelle dei cittadini

Il gioco allo Stato rende, e anziché veicolare il messaggio «non giocare», si propaganda, persino fra i più giovani, di «giocare il giusto». Come dire: «Drogati, fuma, bevi, in maniera responsabile». Può uno Stato che permette questo, garantire i diritti fondamentali? Giochi sporchi
Anno pubblicazione: 2013 Genere: saggio economico e sociale

DI COSA PARLA

Cosa direste se vostro figlio a scuola assistesse alla meticolosa preparazione di una dose di eroina da iniettarsi in vena? Sulla cattedra tutto il necessario: cucchiaino, accendino, carta stagnola, siringa. E la spiegazione di un esperto: «La siringa deve essere nuova, non la date ad altri e non usate quella degli altri. Scegliete droga di buon taglio. Meglio “farsi” in compagnia, a casa dei genitori e nei fine settimana».
Qualcosa di simile sta accadendo in molte scuole italiane grazie all’iniziativa dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (l’ex Aams) che si avvale della collaborazione della polizia di Stato e del patrocinio del Ministero della gioventù. Dal gennaio 2012 rappresentanti della Polizia postale e delle telecomunicazioni girano nelle scuole superiori e davanti a studenti e loro familiari descrivono i rischi dell’offerta in internet del gioco on line. Fa tutto parte del progetto educativo «Gioco online: rischi e pericoli», ideato da Aams per sensibilizzare i minori sui rischi del gioco.
Così l’Associazione è entrata nelle scuole come un lupo mascherato da agnello, perché forse fa venire voglia di giocare anche a chi non avrebbe mai pensato nemmeno di giocare. Ma proprio perché il gioco allo Stato rende, si passa su tutto e anziché veicolare il messaggio «non giocare», si propaganda, persino fra i più giovani, di «giocare il giusto». Come dire: «Drogati, fuma, bevi, in maniera responsabile». Può uno Stato che permette questo, garantire i diritti fondamentali?

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Carlotta Zavattiero

Carlotta Zavattiero (Padova, 1973) risiede a Milano. Scrive per «Sette», il magazine del «Corriere della Sera». Per Chiarelettere ha pubblicato "Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo", con Dalbert Hallenstein (2010). Ha scritto inchieste su vari argomenti: i padri separati (Poveri padri, Ponte alle Grazie, ..

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