Wove, il primo computer da polso con schermo flessibile

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Un po’ smartwatch, ma anche un po’ fitband perché si allaccia al polso. Senza dimenticare alcune funzionalità da tablet. È una vera e propria macedonia di parole inglesi questo Wove, il primo computer in miniatura che si può attaccare a un cinturino e indossare come un orologio, grazie a un particolare schermo flessibile. Realizzato da Polyera, il dispositivo presenta un display multitouch da 1.040 per 200 pixel che sfrutta la tecnologia E-Ink, la stessa utilizzata per i lettori di ebook. Ma, considerata la sua peculiarità, il pezzo forte di Wove è il suo interno. Per garantire flessibilità senza rischio di rottura, i ricercatori di Polyera hanno dovuto inventarsi un modo per riuscire a piegare la parte posteriore dello schermo: il backplane, l’area dove sono presenti tutti transistor che comandano i pixel presenti nella sezione anteriore del display. I pannelli a cristalli liquidi o quelli Oled utilizzano già da tempo transistor particolari, definiti “a pellicola sottile” (thin film, Tft) che, per loro natura, presentano buone caratteristiche di flessibilità. In questo modo il frontplane, la parte dove effettivamente si vedono le immagini, può già essere piegata.

Per ovviare al problema del backplane, Polyera ha sviluppato dei transistor Tft flessibili sfruttando dei materiali brevettati, che garantiscono una certa dose di elasticità anche al pannello posteriore di uno schermo. Queste sostanze hanno proprietà elettriche del tutto analoghe a quelle impiegate per realizzare transistor tradizionali e riescono quindi a garantire il passaggio degli elettroni dalla sorgente (source) al pozzo (drain). Grazie alla nuova tecnologia, l’azienda è riuscita a ottenere display che si differenziano da quelli curvi già presenti sul mercato perché possono essere piegati a piacimento.

I primi esemplari di Wove arriveranno a dicembre 2015, ma si tratterà soltanto di prototipi. La distribuzione su larga scala è prevista nella prima metà del 2016. Il computer-bracciale avrà un sistema operativo personalizzato, Wove Os, basato comunque su Android, che si dovrà obbligatoriamente interfacciare con lo smartphone dell’utente tramite Bluetooth. In questo modo si potrà interagire con il device e lanciare le applicazioni previste. Che, nelle intenzioni dei costruttori, dovranno essere numerose e open: i kit di sviluppo sono infatti già nelle mani dei programmatori, che potranno così ideare le app ancora prima dell’arrivo sul mercato di Wove.

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Fonte: Polyera

L’elaborazione è affidata a un processore Freescale iMx7 a due core basati su Arm Cortex A7 e il bracciale ha quattro gigabyte di memoria interna e 512 MB di Ram. Il vendor non ha ancora comunicato in modo ufficiale il prezzo, ma a quanto pare il computer flessibile costerà decisamente meno dell’Apple Watch più economico. Quindi, si parla di una cifra inferiore ai quattrocento euro.

Tratto da ictBusiness





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