Foto rubate a Nokia – “Pine” eReader con Linux

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Nokia, ormai è risaputo, tornerà in campo a tutti gli effetti nel 2016 con uno smartphone, probabilmente il C1, dopo che ha già testato il mercato con un tablet nient’affatto male, il Nokia N1 (basato su Android).

In questi giorni, tuttavia, sono circolate alcune voci che mostrano quanto Nokia fosse attenta ai più disparati ambiti del mercato consumer anche prima di cedere la sua divisione “Lumia” alla Microsoft (con relativa esclusione dal mondo mobile sino al 2016, appunto).

L’hacker Evan Blass (evleaks) e il portale “Geekongadgets.com” ha, infatti, diffuso alcune foto che mostrano un presunto e-reader Nokia in tutte le angolazioni possibili: di lato, di fronte e nella cover posteriore. Le linee del formfactor sono quadrate con arrotondamenti a bordi: lungo un lato corto si nota un pulsante, forse di accensione, e un jack forse per l’audio o per il modulo di ricarica, mentre rasente uno dei lati lunghi si può notare una leggera bombatura, forse atta a contenere la batteria, di sicuro utile a consentire una migliore impugnatura manuale del dispositivo.

Sempre le indiscrezioni in questione rivelano che l’e-reader avrebbe dovuto o potuto chiamarsi (nome in codice) “Pine” e che avrebbe dovuto basarsi su una personalizzazione del sistema operativo open-source Linux. Non si hanno dettagli sulla natura dello schermo (era, poi, un E-ink?) ma si racconta che la società finlandese avesse già preso contatti con diversi editori per fornire numerosi contatti interattivi, ludici e di letterari.

E poi? Poi cosa successe a quest’ennesima bell’idea? Beh quel che si verificò è storia. Ai vertici della società, che non attraversava affatto un bel momento, venne eletto Stephen Elop con l’intenzione di “snellirne” la struttura e di tagliare i rami secchi.

Il progetto “Pine” venne abbandonato, vennero cassati gli smartphone con Android (alcuni ingegneri ribelli fondarono Jolla, una società spin-off di Nokia) e, poco più in là, la divisione “Lumia”, microsoftizzata a dovere, venne ceduta a Redmond con diverse clausole di non concorrenza a favore dell’azienda statunitense.

Elop? Poco dopo passò alla Microsoft…

 

Tratto da: news.fidelityhouse.eu di Fabrizio Ferrara





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