Chi legge libri in Italia? Quasi nessuno

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Chi legge libri in Italia? Quasi nessuno. Pochi giorni fa vi abbiamo dato conto delle ultime statistiche fornite dall’Istat, che danno un quadro abbastanza della situazione. Oggi ci va di proporvi questo pezzo uscito su Wired, a firma del giornalista Simone Cosimi, che descrive come l’Italia che legge libri sia ormai una minoranza nazionale.

Ci sono diversi elementi, negli ultimi dati diffusi dall’Istat sulla lettura in Italia, che testimoniano una preoccupante fase di passaggio. Una transizione in cui il nostro Paese non è nulla: non è (mai stato) un Paese di libri cartacei, non sarà nel giro di pochi anni uno di libri digitali.

Primo elemento fra tutti, la percentuale delle famiglie che non posseggono libri: sfiora il 10%. In un nucleo su dieci, circa 2,5 milioni di famiglie, la cultura non è (letteralmente) di casa. Scaffali, e dispositivi, vuoti. O, nel 63,5% dei casi per circa 14 milioni di nuclei, semivuoti visto che ospitano al massimo 100 volumi.

Secondo tassello dello sfacelo collettivo, il continuo smottamento della platea dei lettori. Si tratta, è bene ricordarlo, di chi ha risposto alle rilevazioni dell’Istituto asserendo di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti. Una cifra di cui fidarsi oltre tutto fino a un certo punto: è provato che, perfino nell’anonimato, su certe tipologie di domande si tenda a rispondere barando e autoingannandosi. In ogni caso, nel 2014 siamo scesi dal 43% al 41,4%.

La categoria dei lettori, nonostante le librerie sempre piene, sta dunque diventando una minoranza nazionale. Questa la realtà. In particolare al Sud e nelle isole, dove la percentuale scende rispettivamente al 29,4% e al 31,3% della popolazione e le famiglie che non hanno libri in casa salgono al 15,8% e al 14,5%.

Poco il sollievo portato dalla squadriglia degli ormai mitologici “lettori forti”, quelli che leggono un libro al mese. Sono appena il 14,3% degli italiani: più o meno stabili nel tempo, non riescono però a riprodursi e a diffondere la loro passione. Non è un caso, tanto per tirare fuori un dato dalle tabelle, che la tiratura media sia tornata a scendere: di ogni libro si stampano circa 2.932 copie.

Terzo, il lato digitale. Nel 2013 il 24,1% delle quasi 60mila opere inedite pubblicate in Italia, circa 15mila titoli, è stato distribuito anche in e-book. L’anno prima erano stati 12mila, pari al 21,1%. È evidente che, Iva o non Iva al 4%, la transizione è terribilmente lenta. È una dinamica inceppata che non serve a bloccare l’emorragia complessiva né proponendo una formula sostitutiva né, come si spererebbe, aggiuntiva. Ciononostante, la percentuale sale per i titoli ristampati (dunque non per le novità) dove si arriva al 25,6% e per i testi scolastici, dove si sfiora la metà.

Sono ovviamente i grandi gruppi editoriali a poter offrire con maggiore copertura la versione e-book di un loro titolo: l’88% delle opere così disponibili sono appunto legate ai grossi poli nazionali, dove il rapporto è di un titolo disponibile in entrambi i formati ogni quattro. L’anno scorso neanche 5 milioni di italiani hanno letto o scaricato libri online o e-book: appena l’8,7% delle persone con più di 6 anni. Se ne aggiungono altri tre scarsi se si prende in considerazione anche chi ha “ordinato o comprato libri (inclusi e-book) su internet negli ultimi 12 mesi”. Troppo poco per garantire un cambiamento di pelle che possa tutelare qualità, lavoro e livelli apprezzabili di diffusione della cultura.

Il rapporto conferma poi altri aspetti già noti come la maggiore propensione alla lettura delle donne, che al 48% hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nel corso dell’anno precedente, e soprattutto la necessità – anche in virtù di quanto visto per i libri scolastici in digitale – di insistere sui più giovani.

La quota di lettori supera infatti il 50% solo fra gli 11 e i 19 anni e la fascia d’età in cui si legge di più è quella fra gli 11 e i 14 (53,5%). Ecco perché dati come quelli sulle immatricolazioni universitarie in calo e il diffuso abbandono scolastico sono ancora più duri da digerire: incrinano una situazione che in partenza sarebbe mediamente confortante. Bloccano il futuro.

E non colgono l’occasione per rendere meno vincolanti quelle situazioni familiari di partenza che rimangono importanti nei comportamenti futuri: non è un caso che il 66,9% dei ragazzi tra 6 e 14 anni leggano più libri perché entrambi i genitori rientrano nel parco dei lettori contro il 32,7% di quelli che non hanno mai visto girare un volume per il salotto. Una differenziazione non solo sociale ma anche geografica, visto che il consumo librario s’impenna nei comuni delle aree metropolitane, dove la quota arriva al 50,8%, ma scende al 37,2% in quelli con meno di duemila abitanti per assumere sfumature più o meno positive a seconda di quanto ci si sposti verso la provincia.

Il pezzo originale è su Wired, qui





adagioe
Redazione Adagio

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  • A Bahn

    La rivoluzione culturale del Movimento deve partire anche da questo: conta poco dire di sostenere il M5S, se poi, per acculturarsi, ci si abbevera alla televisione come una bestia piddiota qualsiasi!

    • loretta pasquini

      che nostalgia ho di una trasmissione televisiva condotta da Alessandra Casella che si sentiva che i libri li leggeva davvero e poi in tv faceva la recensione di quelli che le erano piaciuti (credo si chiamasse “bravo chi legge”)… faceva venire la voglia di comprare i libri di cui parlava..ci sono trasmissioni televisive su tutte le reti e a ogni ora di ricette di cucina e di sfide tra cuochi….. da vomito.
      su rai tre intorno a mezzogiorno c’è la Conchita de Gregorio che ha una trasmissione di mezz’ora o poco più che parla di libri e invita lo scrittore che ha scritto di recente un libro a parlarne..ottima cosa.

  • Lord 3Clod

    mah, io conosco solo gente che legge (per fortuite coincidenze, non è che prima chieda a chi incontro se legga): leggiamo in biblioteca, leggiamo ebook, io stesso son cresciuto leggendo appassionatamente qualunque cosa mi capitasse a tiro e, piano piano, trovando un mio gusto personale. Avevo tonnellate di libri che, ormai, ho quasi tutti digitalizzati in pdf o epub. Ho un kindle ma preferisco leggere sul tablet perché aspettare tutto quel tempo per caricare una pagina è frustrante (soprattutto se la lettura è interessante).

    la gente compra meno libri? ah, non sarà perché un libro cartaceo si paga 10, 20, 30 o anche 40€? e gli ebook arrivano a cifre simili, a volte?
    avidi editori, vi sta bene! chi legge non si fa spaventare dalle vostre statistiche, continuerà a leggere e la cultura non la potrete fermare.

  • http://www.scienzaverde.it/ sonia toni

    come si fa a vivere senza leggere?????????????

    • digentras

      chiedi ai genitori intelligenza che poi tu acculturi quando vuoi.l’intelligenza è genetica mentre la cultura è acquisibile,volontà volendo.

      • paolo

        lei ci tiene a questo punto, ma continua a cantarsela da sé, facendo commenti poco intelligenti e di poca conoscenza. La genetica ha un importanza sempre correlata ad esperienze ed educazione, in una societá ancor piú l’educazione o il suo contrario fanno presto a diventare “genetica”. L’esercizio della lettura non ha eguali, non ha sostitutie al contrario di quanto lei dice, é l’unica arte completamente interattiva, poiché la sua esecuzione si svolge nel cervello del fruitore

        • digentras

          tu leggi ! non puoi confrontarti con me ! ti dimostro la mia intelligenza dandoti,leggendo la tua frase,piena ragione.non leggo essendo impegnato nel mio buono ma impegnativo lavoro autonomo e sono contento,visto i tempi ! non voglio pensare cosa potrei fare o diventare se aggiungessi cultura letteraria ! ho 60 anni ed il tempo libero lo sfrutto non impegnandomi culturamente,vado a trovare amici incitandoli a lottare per questo sistema italico furtivo e stupido in quanto destinato a fallire.non valgo tanto ma se mi confronto qualcosa acquisto ma decido io le persone di fronte.sappi che tu,noi siamo acculturati in una minima parte del sapere,io sono interessato a cose specificatamente finanziarie tutte in rete,dove potrei fare una bella figura ma se parliamo di libri mi arrendo.

          • un essere umano

            mi spiace ma non capisco perché sembri scaldarti tanto…se senti di voler leggere qualcosa fallo altrimenti userai il tuo tempo in altri modi(la pratica spesso insegna più della teoria)..ci sono persone che possono leggere qualunque scritto del mondo e l’unica cosa che sapranno farci sarà solo di diventare perfetti sponsor del saccentino della ravensuburger o di immagazzinare dei dati(e per questo ci sono già i computer e prima di loro…ma dai..i libri)altre imparano a relazionarsi meglio con il mondo e con gli altri…non leggendo puoi diventare facilmente manipolabile(e a volte non per questo meno saccente)o in grado di capire da solo cose che molti altri devono andarsi a cercare sui libri(o su wikipedia oggi come oggi)…non c’è una verità assoluta e se c’è credo stia nell’intersezione di solito…su tutto il discorso del tu leggi quindi non puoi confrontarti con me(seguito da vaneggi sui “super poteri” donati dalla cultura)meglio non entrarci sinceramente…..scusami ma non credo di essere geneticamente abbastanza intelligente per capirlo…

  • loretta pasquini

    peccato che in italia non abbiano molta fortuna gli audio libri.
    su internet se ne possono ascoltare anche gratuitamente e ben recitati andare su liber liber audiolibri

  • digentras

    io mi accontento di essere intelligente poi mi acculturo man mano che ho l’interesse per questa o quella cosa in rete senza andare e in libreria.occorre essere preparati per muoversi in rete in quanto è mondiale,miliardi di pagine e,cosa impossibile su libro,interagibile.questa è la vera rivoluzione.la televisione è un’industria e non ha niente a che fare colla cultura se non quella della parte propritaria.

  • digentras

    puoi leggere ed acculturarti quanto vuoi ma se poi ti manca l’intelligenza,ossia la facoltà di utilizzare e concentrare il tuo sapere per creare,risolvere,agire………….la cultura serve a ben poco.

    • loretta pasquini

      sono d’accordo.
      Le persone che leggono dovrebbero saper correlare le letture che fanno
      e più hanno la mente agile a correlare più riescono a capire le situazioni personali che vivono, la storia dell’umanità passata e quella che sta per venire. Per fare un esempio è come un medico a cui si presenta un paziente che racconta di 5 sintomi diversi con cui si è presentata la malattia… più il medico ha studiato e messo a memoria la sua esperienza più saprà correlando tutti i sintomi ( e non solo due o tre) fare la diagnosi precisa e curare per tempo la malattia prima che degeneri e diventi fatale…

    • paolo

      questo é un commento da non lettore o sbaglio? anch’o conosco fior di letterati disonesti e inabili, ma le statistiche non parlano di individui, ma di societá, una societá ignorante é come una persona con poca vitamina C, ad altissimo rischio manipolazione.

  • laugan

    su scrittori maledetti e sconosciuti di questa spaventosa isola ventosa c’è un singolare Angolo di libri dimenticati con recensioni di libri cult spesso veramente dimenticati,e dalle visite si deduce che è una rubrica seguitissima. Forse vuol dire che la gente, se può legge, e che forse non ha i soldi per comprare i libri, mediamente cari, né la tecnologia (il 38% circa degli italiani secondo un recente sondaggio) per acquistare/leggere l’ebook.