La prima scuola italiana dove i tablet hanno sostituito i libri

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Quante volte vi hanno detto che lo zaino che indossavate a scuola era troppo pesante? Troppi libri da portare. E il vocabolario di greco e latino? Oh no! Roba da arrivare con la schiena curva. Da qualche tempo, però, si sta parlando di tablet come nuova frontiera. Basta libri e vocabolari: semplicemente un tablet che contenga tutto ciò. E c’è qualcuno che questa innovazione l’ha già fatta sua. E’ una scuola di Bardonecchia (in Piemonte) la prima scuola total tablet d’Italia. All’istituto Frejus, istituto che ha dato istruzione a molti campioni di diverse discipline sportive, hanno ben pensato di salvaguardare la schiena dei propri ragazzi. E hanno detto addio ai libri cartacei, sostituendoli con dei comodissimi tablet.

«Il processo di digitalizzazione dell’istituto è stato graduale, – scrive su PianetaBook Dario Marchetti – iniziando nel corso del 2011 con una sperimentazione che ha interessato due classi. Dal 2006 l’istituto è quindi passato alla banda larga ed oggi è ormai interamente coperto da rete wi-fi. Grazie ad un accordo con Samsung, nel quadro di un progetto che prevede la totale informatizzazione di 300 istituti italiani entro il 2015, a Bardonecchia si utilizzano esclusivamente le lavagne elettroniche e i tablet, con la possibilità di seguire le lezioni a distanza. Grazie al Cloud Computing, infatti, chi è in casa perché ammalato oppure impegnato in una trasferta agonistica, può comunque assistere alla normale attività scolastica. Nell’ambito del progetto Total Tablet, si possono utilizzare gli strumenti informatici più adatti agli argomenti trattati, come le mappe digitali, oppure i brani cantati dalle star delle varie epoche».

E, sorpresa nella sorpresa, la digitalizzazione non riguarda solo gli studenti, ma anche i genitori. Secondo PianetaBook, infatti, i genitori «possono accedere in ogni momento al registro, anch’esso digitale e verificare presenza e rendimento dei figli. Basta immettere una password e anche i familiari sono in grado di accedere alla didattica, controllando se il figlio è a scuola, oppure ha preferito fare qualcos’altro. Anche l’insegnante, del resto, può controllare se gli studenti lo seguono oppure usano gli strumenti digitali per fare altro, magari usando la rete per visitare un sito sportivo o addirittura copiare il compito di un compagno. In un sistema di questo tipo la didattica non è più un sistema chiuso creato dall’insegnante, ma si avvale dei contributi di ogni studente, il quale può apportare modifiche al file multimediale creato magari nel corso della fase di studio pomeridiana».



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